Cavolo verza
Il Cavolo Verza
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Il cavolo verza, noto anche come verzotto, verza, cavolo sabaudo / di Savoia oppure cavolo lombardo / di Milano, è una cultivar di cavolo simile al cavolo cappuccio, ma a differenza di questo presenta foglie grinzose, increspate e con nervature prominenti
Il cavolo verza, il cui nome scientifico è Brassica oleracea, è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Cruciferae. Si tratta dunque di una pianta imparentata con il broccolo e il cavolfiore.
Il cavolo verza è una delle verdure più diffuse nel nord Italia, essendo facile da coltivare anche in caso di clima molto freddo.
La verza è un ortaggio a foglia verde che può raggiungere anche notevoli dimensioni, ma piuttosto semplice da coltivare.
Il cavolo verza è una pianta dal ciclo biennale, dall’apparato radicale molto esteso, anche se non si sviluppa troppo in profondità.
La pianta è composta da un fusto principale breve di massimo 30cm da cui si diramano le foglie di vaste dimensioni, che insieme formano una grossa gemma apicale. Le foglie sono grandi e grinzose e virano dal verde chiaro al verde scuro intenso.
Il cavolo verza si può mettere tranquillamente a dimora in pieno campo. Occorre un terreno ben lavorato, soffice di medio impasto e ricco di sostanza organica. Motivo per cui è bene concimare con letame molto maturo o stallatico in caso di terreni poveri. Il pH ideale è compreso tra 6,5 – 7,5.
Questo ortaggio beneficia della pacciamatura, che permette di mantenere stabile l’umidità del terreno e lasciarlo pulito dalle erbacce.
La verza diventa piuttosto grande, motivo per cui è bene mantenere circa mezzo metro di distanza tra una pianta e l’altra e tra le file.
Anche la sarchiatura è un’operazione importante, perché utile per ossigenare il terreno e per mantenerlo pulito dalle erbe infestanti. Bisogna fare molta attenzione però a non danneggiare le radici della pianta, essendo fittonanti.
Altra cura colturale importante per il cavolo verza è la rincalzatura, operazione che consiste nel riportare della terra alla base della pianta. Quest’operazione, da eseguire almeno una volta, è da fare più o meno una volta passato un mese dal trapianto.
La verza è una pianta che ha bisogno del terreno sempre un po’ umido, motivo per cui, se necessario, va bagnato frequentemente. Conviene utilizzare un impianto d’irrigazione a goccia, in modo che se la stagione è secca si possa mantenere comunque il terreno umido.
Il cavolo verza predilige luoghi luminosi e soleggiati per diverse ore al giorno. Pur resistendo bene al freddo, il cavolo predilige climi temperati.
Anche il cavolo, pur essendo una pianta rustica e particolarmente resistente, può essere soggetto a malattie e può essere attaccato da insetti.
Una malattia funginea molto comune è l’ernia del cavolo, responsabile dell’ingrossamento della base della pianta. In queste circostanze l’unica soluzione è quella di asportare l’esemplare malato per evitare di diffondere il fungo sulle altre piante.
Anche in caso di macchie nere sulle foglie della verza si tratta di un fungo, l’Alternaria, e anche in questo caso bisogna procedere eliminando la pianta malata.
Non da meno sono gli insetti, sempre pronti ad attaccare le piante di cavolo. Uno tra tutti è la cavolaia, insetto che allo stadio adulto, sotto forma di farfalla bianca, depone le uova tra le foglie. Le larve, una volta nate, divorano in poco tempo la verza. Altro insettino pericoloso è l’altica, una sorta di pulce che è possibile trovare in molte piante, così come gli afidi, piccoli pidocchi molto presenti negli orti.
Il cavolo verza è molto impiegato in cucina, in particolare per la preparazione di alcune ricette tipiche regionali.
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