Cipolla bianca

Cipolla bianca marzatica

3,00 

Esaurito

Formato: pack da 6 piantine
Tipologia: cipolla bianca
Varietà: Marzatica

La cipolla bianca è una pianta bulbosa della famiglia delle Amaryllidaceae. Vive sotto terra ed è formata da foglie modificate, che presentano un’epidermide. È una pianta erbacea biennale il cui ciclo di vita, in coltivazione, viene interrotto a un anno, al fine di destinarla al consumo.

La cipolla, intesa come alimento, è il bulbo commestibile prodotto dall’omonima pianta erbacea. Fortemente aromatica, questa verdura è botanicamente imparentata con altri ortaggi-spezia dalle caratteristiche simili, come aglio, porro, scalogno ed erba cipollina.

La cipolla è estremamente diffusa, quasi in tutto il mondo, e se ne coltivano molteplici varietà; in Italia le più famose sono: Tropea (rossa), Cannara (rossa), Bassano (rossa), Dolce (bianca), Barletta (rossa) e Borretana (giallo dorata).

Ricordiamo che il Genere botanico Allium, oltre alla cipolla comune, include molte altre specie e ibridi meno conosciuti; ad esempio: A. fistulosum (cipollotto), A. xproliferum (in inglese, “tree onion”) e A. canadense (cipolla canadese).

Esistono anche vari tipi di “cipolla selvatica”, che tuttavia non sono oggetto di coltivazione e non costituiscono la forma ancestrale di quella comune.

La pianta della cipolla bianca è caratterizzata da lunghe e sottili foglie cave, color verde bluastro, alla base delle quali, prima delle radici, si sviluppa il bulbo commestibile. A piena maturazione questo bulbo è avvolto da uno strato esterno più secco di colore bianco. La polpa, tipicamente stratificata, è color bianco.

Questa pianta delle liliacee resiste molto bene al freddo, tanto da poter esser piantata in autunno e passare l’inverno in campo. Quello che non ama sono le escursioni climatiche troppo forti. Predilige le aree soleggiate.

I terreni più adatti alla pianta di cipolla sono quelli arieggiati e poco compatti, con un ph tra 6 e 7, mentre trova difficoltà in suolo argilloso e asfittico. Teme sopra ogni cosa i ristagni idrici, fonte di marciumi e malattie. Visto che le cipolle richiedono un terreno sciolto è fondamentale attuare una buona lavorazione del terreno, da effettuarsi i mesi prima della semina, vangando. Non è essenziale una lavorazione in profondità, se il suolo è già drenante, ma è importante che la terra non resti compatta.

La cipolla bianca è una pianta poco esigente in termini di sostanze nutritive e in particolare non ama i terreni concimati di recente e l’eccesso di sostanza nutritiva. Per questo è bene evitare concimazioni specifiche prima dell’impianto, meglio nutrire il suolo qualche mese prima della semina e senza esagerare. Un ottimo sistema in un orto misto è quello di inserire la cipolla all’interno di una rotazione colturale in seguito a un ortaggio esigente in termini di sostanza, come ad esempio zucca o zucchina, in questo modo la nostra liliacea si accontenterà della fertilità residua lasciata dall’ortaggio predecessore.

Piantare cipolle è un’operazione molto semplice, che si può eseguire in diversi periodi dell’anno, a seconda della varietà di cipolla scelta, e anche in diversi modi, partendo dal seme, dal bulbillo o mettendo la piantina. Quest’ultima non è una semina vera e propria, non essendoci in gioco la semente. Se si semina in semenzaio le cipolle si trapiantano dopo circa 1 mese e mezzo o due, quando le piantine sono a 15 cm di altezza.

Le cipolle si coltivano in file distanti 25-30 cm tra loro, lasciando circa 20 cm tra ogni pianta. In realtà questa misura è molto indicativa ed è riferita alle classiche cipolle da bulbo: se decidiamo di coltivare cipollotti, che vengono raccolti per le foglie, possiamo ridurre la misura fino a dimezzarla. Il sesto d’impianto varia anche a seconda della varietà, ad esempio le cipolline borettane che restano piccole si seminano molto vicine.

Tenere uno spazio tra le file regolare è importante per poter sarchiare con una zappa o un sarchiello, operazione utile anche ad arieggiare la terra, in particolare se il terreno tende a compattarsi. Quindi nell’effettuare semine e trapianti ricordiamoci sempre di tirare un filo o comunque fare solchi paralleli e dritti.

Le cipolle hanno diverse varietà con periodi di crescita differenti. Generalmente le cipolle rosse sono precoci, le bianche semi precoci e le cipolle dorate tardive, anche se poi con la selezione sono state create diverse eccezioni a queste regole. I periodi di semina sono diversi e vi sono varietà invernali e varietà primaverili, è importante non sbagliare perché si rischia che monti a fiore la pianta, rovinando il raccolto.

La sarchiatura è importante per difendere le cipolle dalle erbe infestanti, le piante di cipolla infatti non coprono molto il terreno circostante e per questo possono faticare a competere con vegetazione spontanea. Un buon controllo delle malerbe garantisce che la nostra coltura abbia a disposizione spazio ed elementi nutritivi adeguati per svilupparsi bene e ingrossare il bulbo.

Ossigenare il terreno e tenerlo sciolto è molto importante, il mio consiglio è di passare almeno 3-4 volte con la zappa durante la coltivazione delle cipolle per rompere la crosta del terreno, attenzione però a non danneggiare le radici. Se avete un terreno argilloso passate anche più spesso.

Chi non ha tempo di sarchiare regolarmente il terreno e vuole un orto che chieda il minor tempo possibile può optare per la pacciamatura del terreno, mediante telo oppure paglia. Le cipolle, per il loro sesto d’impianto, sono particolarmente indicate per l’uso di paglia, materiale naturale e biodegradabile a costo zero. Pacciamando si risparmia anche sulle irrigazioni, visto che la copertura del suolo aiuta a trattenere l’umidità.

Le cipolle bianche sono ortaggi poco esigenti in quanto ad acqua, vanno innaffiate solo quando il terreno è secco completamente, facendo attenzione a non esagerare visto che le radici delle cipolle, piuttosto superficiali e marciscono in caso di ristagno. Durante l’estate soprattutto è importante evitare che il suolo si secchi e si indurisca sotto al sole, per cui si interviene bagnando con regolarità. In molti casi diventa utile un impianto d’irrigazione a goccia.

Le cipolle sono piante orticole resistenti, poco soggette a parassiti e malattie e per questo molto indicate per una coltivazione biologica. Alcuni accorgimenti generali consentono di prevenire la gran parte dei problemi:

-Rotazione colturale: la cipolla non va coltivata su appezzamenti in cui prima si è coltivata un’altra pianta liliacea (quindi altre cipolle, aglio, porro, scalogno, asparagi).

-Consociazioni. Associare cipolle e carote, come vedremo, è positivo per entrambi gli ortaggi.

-Corretta lavorazione del suolo. Importantissimo è garantire alle cipolle un ottimo drenaggio dell’acqua, questo riduce molto l’insorgere di malattie.

-Cura delle irrigazioni. In particolare evitiamo gli eccessi d’acqua, che favoriscono marciumi dannosi.

La mosca della cipolla è l’insetto che rappresenta il maggior problema per questa coltivazione, per scacciarla in un orto sinergico il sistema migliore è la consociazione tra carote e cipolle, le carote infatti sono repellenti naturali per questa mosca.

Peggio degli insetti ci sono alcune patologie che possono distruggere le piante, in agricoltura biologica i rimedi sono in grado di contrastare la diffusione, ma non di curare le piante colpite. Prevenzione e monitoraggio sono quindi fondamentali, a cominciare dall’avere un suolo drenante.

La peronospora è la più temibile malattia che può colpire la pianta cipolla, si tratta di una patologia funginea che si riconosce osservando le foglie diventare grigiastre, poi ingiallire e seccarsi. In questo caso occorre si può trattare con rame per evitare che le spore attacchino il bulbo. L’effetto della peronospora della cipolla è di non far durare il bulbo, che marcisce in fretta prima o dopo il raccolto.

Le radici della pianta di cipolla sono molto sensibili al ristagno idrico, un’avversità tipica di questa coltivazione è il marciume radicale, attenzione quindi nel dosare le irrigazioni.

La pianta di cipolla bianca se le condizioni climatiche sono avverse, può fare il brutto scherzo di andare a seme anticipatamente. Non è una malattia ma è comunque un avvenimento molto negativo perché rovina il raccolto.

Le cipolle sono un ortaggio che si può mantenere praticamente tutto l’anno, a patto di raccoglierlo al momento giusto e poi saperlo conservare in modo corretto. Praticamente raccogliamo sfruttando un periodo di dormienza del bulbo, che quindi resta inattivo senza germinare per qualche mese.

Se la cipolla non viene tenuta in modo correttamente marcisce oppure germoglia, cercando di dar vita ad una nuova pianta. In quest’ultimo caso si può anche scegliere di piantarla, per ottenere dei cipollotti freschi.

Le cipolle sarebbero una pianta biennale, nell’orto viene coltivata come annuale evitando la formazione dei semi. La raccolta delle cipolle infatti va fatta senza aspettare che monti a fiore.

Possiamo capire che la cipolla è pronta per esser raccolta quando la “canna” della sua parte aerea si piega da sola. Il periodo di raccolta si capisce anche dall’ingiallirsi dello stelo. La raccolta deve essere fatta sempre prima che inizino a montare a fiore sviluppando lo scapo floreale.

La modalità di raccolta è semplicissima: si toglie tutta la pianta per prendere il bulbo che è parzialmente interrato.

La cipolla è un prodotto di origine vegetale inquadrabile nel gruppo degli ortaggi; non si contestualizza facilmente nel VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti, poiché contiene livelli poco interessanti di vitamina C e carotenoidi. Inoltre, rispetto ad altre verdure, non brilla per l’elevato contenuto in fibra totale.

La cipolla bianca contiene molta acqua e presenta una discreta quantità di fruttosio, zucchero che, oltre a conferirle una certa dolcezza, le dona una blanda funzione energetica. Le proteine e i lipidi sono irrilevanti; il colesterolo è assente.

In merito ai sali minerali e alle vitamine, non si evidenziano concentrazioni degne di particolare nota, per cui è possibile affermare che la cipolla contenga “di tutto un po’”.

La cipolla bianca si presta alla maggior parte dei regimi alimentari e, per il contenuto di alcune molecole blandamente piccanti, può essere controindicata in caso di ipersensibilità e/o patologie gastro intestinali come: acidità di stomaco, gastrite, ulcera, colon irritabile, emorroidi e ragadi anali.

Non ha controindicazioni per il sovrappeso e le patologie del ricambio; al contrario, sembra esercitare un impatto favorevole su certi disagi metabolici (ipertensione, ipercolesterolemia ecc). Infatti, come vedremo nel prossimo paragrafo, la vera “ricchezza” di questo ortaggio NON risiede nei nutrienti energetici, plastici, vitaminici o salini, bensì nelle molecole ad azione FITOTERAPICA (gran parte dei quali ha funzione antiossidante e benefica per il metabolismo).

Non contiene glutine e lattosio, ed è ammessa dalle filosofie vegetariana e vegana.

La porzione media di cipolla può raggiungere anche i 200 g (80 kcal).

 

 

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