Cavolfiore Fiordiviola F1
Cavolfiore Fiordiviola
4,20 €
Esaurito
Il cavolfiore Fiordiviola è una cultivar di cavolo. Il cavolfiore è caratterizzato da un’infiorescenza, detta corimbo, testa o palla, costituita da numerosi peduncoli fiorali, molto ingrossati e variamente costipati. L’infiorescenza a corimbo, che può assumere una varia colorazione costituisce la parte commestibile dell’ortaggio.
Botanicamente il cavolfiore si chiama Brassica oleracea var. botrytis. Fa parte della grande famiglia delle piante brassicacee o crucifere, cui appartengono tutti i cavoli. La specie brassica oleracea comprende tutti i principali cavoli coltivati (verza, cappuccio, kale, cavolo nero,…). Il più vicino al cavolfiore è senza dubbio il broccolo (Brassica oleracea var. italica).
Il Fiordiviola è una pianta di media vigoria, compatta con buona protezione del corimbo.
Il corimbo del Cavolfiore Fiordiviola è di un bel rosa violaceo intenso, di grana fine. Il peso è mediamente di 1,2-1,5 kg.
Il fatto di avere una fioritura riconoscibile gli vale appunto l’appellativo di cavolo fiore, distinguendosi da altre piante della stessa specie che vengono invece coltivate per le foglie.
il cavolfiore Fiordiviola è una pianta che non soffre il clima freddino dell’autunno, mentre al contrario il caldo porta questa brassicacea in sofferenza. Le temperature piuttosto basse sono necessarie anche per stimolare la formazione dell’infiorescenza. La temperatura ottimale per la sua crescita è di 18-20 gradi, mentre lo sviluppo della pianta si arresta se si scende a 5 gradi.
A livello di terreno richiede un suolo di medio impasto che sia abbastanza umido, seppur senza ristagni. Il cavolfiore teme decisamente la siccità, soprattutto quando la piantina è ancora piccola e quindi la radice poco profonda. Si deve coltivare in terreni ricchi di sostanza organica ed elementi nutritivi. Si consiglia di concimare con humus o letame ben maturo durante la fase preparatoria di lavorazione della terra.
Come tutte le piante che hanno radici fittonanti può essere soggetta con maggior facilità a marciumi radicali, in caso di eccessi d’acqua in ristagno. Visto il periodo autunnale o primaverile in cui viene coltivato abitualmente il cavolfiore è bene assicurare con una buona vangatura il rapido assorbimento delle piogge in eccesso.
Il trapianto deve avvenire in genere dopo circa 40 giorni dalla semina. Il periodo ideale per trapiantare dipende a seconda della varietà scelta, dove il clima è molto caldo in genere è meglio evitare di mettere nell’orto piantine giovani in periodi di grande calura e aridità.
Il cavolfiore Fiordiviola è una pianta abbastanza esigente in termini di spazi, quindi le piantine devono stare a 50/60 cm di distanza l’una dall’altra.
Il cavolfiore è una pianta da curare bene: finché è piccola bisogna tener ben libero il terreno dalle infestanti con sarchiature frequenti, evitando che si formi una crosta superficiale sul terreno che lo renda arido e duro.
Con la crescita la pianta assume una dimensione sufficiente a difendersi dalla concorrenza delle erbe spontanee, ombreggiando con le foglie il suolo attorno al fusto. Può essere utile la tecnica della pacciamatura, che aiuta anche a mantenere l’umidità.
I cavolfiori devono essere bagnati spesso: quando la piantina è piccola in particolare è molto delicata. Anche crescendo il cavolfiore continua a richiedere una frequente irrigazione perché nel momento in cui si sente privata di acqua la pianta apre il cespo e i fiori si allungano distanziandosi tra loro, rovinando il raccolto irrimediabilmente. Per raccogliere un corimbo di buone dimensioni e ancora compatto è opportuno quindi non far mai mancare l’acqua nel terreno, bisogna comunque evitare di creare ristagni. Per questo è meglio bagnare spesso ma senza mai esagerare.
La cavolaia è il principale avversario dei cavolfiori, come di tutte le brassicacee, si tratta di un bruco facilmente riconoscibile che si nutre della pianta (foglie e fiore).Tra i parassiti più probabili per questa coltura ci sono poi gli afidi e la mosca bianca. (detta anche trialeurodide). Come afide sul cavolfiore si trova la varietà afide ceroso. Le crucifere sono anche soggette alla septoria o ernia del cavolo, alla peronospora e all’alternaria.
In cucina il cavolfiore si può mangiare in molte ricette, solitamente è una verdura che si consuma cotta, si può anche mettere sottolio o sottaceto. L’odore un po’ sgradevole che rilascia durante la cottura è dovuto allo zolfo che poi va evaporando man mano. Oltre al corimbo è bene ricordare che anche le foglie possono esser cotte e mangiate. Il cavolfiore ha delle interessanti proprietà benefiche con effetti antitumorali e positivi sull’intestino.
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