Basilico biologico genovese “Winner”
Basilico genovese
Fascia di prezzo: da 3,50 € a 3,80 €
L’Ocymum basilicum – nome scientifico del basilico genovese – è un’erba annuale della famiglia delle Labiate. La zona di origine della pianta è quella dell’India e dell’Asia tropicale. Qui si coltivava come pianta ornamentale e per le sue proprietà curative, spesso associate a virtù “magiche”.
Importata dall’Asia e dell’Africa fu coltivata ovunque nell’impero romano come pianta aromatica e utilizzata esclusivamente per scopi terapeutici. Era utilizzata soprattutto dalle classi aristocratiche che spalmavano l’olio estratto dal basilico sul corpo come profumo. Da qui l’origine del nome basilico, basilicum in latino che a sua volta deriva dal greco “òkimon”che significa “erba regale”.
Grazie a queste proprietà, distanti dall’impiego alimentare che oggi conosciamo, il basilico è stato introdotto dai Romani nel Mediterraneo. Il suo uso a scopo alimentare risale soltanto al XVIII secolo.
Il Basilico Genovese è un prodotto tutelato dal Consorzio di tutela, la cui Denominazione d’Origine Protetta certifica l’origine e la produzione e ne fa un prodotto unico
Il basilico genovese raggiunge i 60 cm di altezza, ha un fusto di sezione quadrata che crescendo tende a divenire legnoso.
Le foglie sono di forma più o meno ovale convesse, lunghe un paio di centimetri e disposte in maniera speculare l’una verso l’altra. Sono di un verde particolarmente tenue. Il basilico produce fiori bianchi organizzati in infiorescenze che successivamente danno origine a piccoli semi neri.
L’aroma e’ caratterizzato dall’ assoluta assenza di sentore di menta e da un profumo molto intenso e gradevole.
Il basilico genovese è adatto sia alla coltivazione protetta che in pieno campo. E’ possibile coltivarlo anche in vaso, semplicemente assicurando alla piantina una buona esposizione alla luce diretta del sole per almeno 6/8 ore. Si puo’ posizionare ad esempio accanto ad una finestra su un davanzale o sul terrazzo.
Il basilico genovese non è particolarmente complicato da coltivare. Predilige un terreno soffice e ben drenante, a pH neutro, arricchito con concime organico prima della semina o del trapianto.
Ama un clima con temperature miti non inferiori a 10-15°C (meglio 20-25°C) e al riparo da eventi climatici importanti. Poiche’ teme il freddo è preferibile effettuare il trapianto a fine primavera, nel mese di maggio.
Le innaffiature devono essere frequenti e abbondanti, preferibilmente al mattino o al tramonto. Si deve prestare molta attenzione ai ristagni idrici, che causano marciume radicale.
Per stimolare la continua produzione di foglie e mantenere una vegetazione tenera e aromatica occorre cimare di frequente le infiorescenze della pianta, evitando che i fiori facciano i semi. Quando i fiori maturano e fanno semi si chiude il ciclo vitale. Le foglie del basilico perdono aroma e iniziano a seccarsi. Se si tiene invece la pianta potata in modo opportuno questo non si verifica.
La malattia peggiore che può attaccare il basilico è la peronospora. Si manifesta con ingiallimenti sulle foglie e muffa grigiastra nella pagina inferiore della foglia. La peronospora colpisce tipicamente in condizione di ristagno idrico o pioggia frequente. Si può prevenire col rame, che però impedisce la raccolta per tutto il periodo di carenza.
Una frequente patologia è il “gambo nero” ovvero il fusarium del basilico, detto anche tracheofusariosi.
Altra malattia funginea che può aggredire questa erba aromatica è il pitium o marciume radicale. In generale una corretta gestione del suolo previene queste problematiche senza dover trattare.
Tra gli insetti le lumache sono temibili nemici, in particolare quando le piantine di basilico sono ancora piccole.
Al di là dei suoi impieghi culinari, il basilico è una pianta dalle molteplici virtù benefiche e curative utili nella cura di diverse patologie. Foglie e radici del basilico, infatti, sono ricche di grassi vegetali, proteine, fibre, zuccheri,sali minerali, vitamina A–B-C-E e aminoacidi
Il basilico è anche ricco di olii essenziali; tra quelli più presenti ricordiamo: eugenolo, eucaliptolo, linalolo, epi-α-cadilolo, α-bergamotene, γ-cadinene, germacrene D, canfora; molti dei quali terapeutici.
Fin dall’antichità, il basilico è stato utilizzato per la preparazione di infusi digestivi, antispastici (stomaco e intestino), diuretici, antibiotici e vermifughi. L’olio di basilico trova impiego nella lotta ai reumatismi, mentre il relativo colluttorio si rende utile nelle infiammazioni del cavo orale.
Recentemente, invece, è stato dimostrato che l’assunzione di basilico concentrato in pillole o a crudo è efficace nella cura dei dolori articolari, delle infiammazioni dell’apparato respiratorio e di diverse malattie della pelle.
Il suo impiego, inoltre, è consigliato per stimolare l’intestino pigro, favorire la digestione e rafforzare il sistema nervoso. Non da ultimo, il basilico è in grado di aumentare la produzione di latte materno e alleviare gli stati d’ansia.
Oltre a tutti questi meravigliosi impieghi il basilico genovese è utilzzato soprattutto in campo culinario. Accompagna con successo molte pietanze ed insalate ma quella piu’ conosciuta in tutto il mondo è il famoso “pesto alla genovese”
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